Il presente testo è stato tradotto da Guido Dalla Casa, ingegnere ed esponente del movimento dell'ecologia profonda, ed è stato estrapolato dal suo libro "Guida alla sopravvivenza".
Il testo originario appartiene a Ted Mosquin, P.O.Box 279, Lanark, Ontario KoG iKo (Canada) e J. Stan Rowe e-mail: mosquin@superaje.com, mosquin@xplornet.com www.ecospherics.net
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L'esperimento dell'umanità , vecchio di diecimila anni, di adottare un modo di vita a spese della Natura e che ha il suo culmine nella globalizzazione economica, sta fallendo. La ragione prima di questo fallimento è che abbiamo messo l'importanza della nostra specie al di sopra di tutto il resto. Abbiamo erroneamente considerato la Terra, i suoi ecosistemi e la miriade delle sue parti organiche/inorganiche soltanto come nostre risorse, che hanno valore solo quando servono i nostri bisogni e i nostri desideri. È urgente un coraggioso cambiamento di attitudini e attività . Ci sono legioni di diagnosi e prescrizioni per rimettere in salute il rapporto fra l'umanità e la Terra, e qui noi vogliamo enfatizzare quella, forse visionaria, che sembra essenziale per il successo di tutte le altre. Una nuova visione del mondo basata sull'Ecosfera planetaria ci indica la via.
Un attaccamento fiducioso all'Ecosfera, un'empatia estetica con la Natura circostante, un sentimento di riverente meraviglia per il miracolo della Terra Vivente e le sue misteriose armonie, è un'eredità umana oggi in gran parte non riconosciuta. Se vengono di nuovo emotivamente riconosciute, le nostre connessioni con il mondo naturale incominceranno a colmare il vuoto che si è formato vivendo nel mondo industrializzato. Riemergeranno importanti scopi ecologici che la civilizzazione e l'urbanizzazione hanno nascosto. Lo scopo è il ripristino della diversità e della bellezza della Terra, con la nostra specie ancora presente come componente cooperativa, responsabile, etica.
Questo Manifesto è centrato sulla Terra. In particolare è ecocentrico, cioè centrato sul complesso, invece che biocentrico, ossia centrato sugli organismi.
Il suo scopo è quello di estendere e di approfondire la comprensione dell'Ecosfera e dei valori primari del pianeta Terra, che dona e sostiene la vita. Il Manifesto consiste di sei "Princìpi base" che ne stabiliscono la ragione fondamentale, più cinque "Princìpi di azione", che ne derivano che evidenziano i doveri dell'umanità verso la Terra e verso gli ecosistemi geografici che la Terra comprende. Il manifesto viene offerto come guida al pensiero, al comportamento e alla politica sociale etici.
Nel corso dell'ultimo secolo c'è stato qualche miglioramento nelle attitudini scientifiche, filosofiche e religiose verso la Natura non-umana. Apprezziamo gli sforzi di coloro la cui sensibilità verso una Terra in rapido degrado ne ha fatto ampliare la visione verso l'esterno, fino a riconoscere il valore intrinseco delle terre, degli oceani, degli animali, delle piante e delle creature. A causa della mancanza di una comune filosofia ecocentrica, tuttavia, questa buona volontà si è sparsa in cento direzioni diverse; è stata neutralizzata e resa inefficace da un unico, profondo, dato-per-certo credo culturale, che assegna il primo valore assoluto all'Homo sapienz sapienz e poi, in sequenza, agli altri organismi in base al loro tipo di relazione con il primo.
La recente conoscenza profonda che la Terra, l'Ecosfera, è qualcosa di valore supremo è derivata dagli studi cosmologici, dall'ipotesi Gaia, dalle foto della Terra dallo spazio e specialmente dalla comprensione dell'ecologia. La realtà ecologica centrale per gli organismi - circa 25 milioni di specie - è che sono tutti figli della Terra. Nessuno esisterebbe, senza il pianeta Terra. Ciò che chiamiamo Vita, che costituisce un mistero e un miracolo, è inseparabile dalla storia evolutiva della Terra, dalla sua composizione e dai suoi processi, perciò la priorità etica deve spostarsi dall'umanità alla Terra, che la comprende. Il Manifesto è traccia di ciò che consideriamo un passo essenziale verso una relazione sostenibile fra la Terra e gli umani.
2 - La Creatività e la Produttività degli Ecosistemi della Terra Dipendono dalla loro Integrità .
"Integrità " si riferisce alla totalità , alla completezza, alla capacità di funzionare pienamente. Il modello è dato dagli ecosistemi della Natura che ricevono energia dal Sole, quando non sono danneggiati; come esempi, un tratto produttivo della piattaforma continentale marina o una foresta pluviale temperata nel tempo precedente lo sfruttamento, quando gli umani erano soprattutto raccoglitori. Sebbene questi tempi siano al di là del ricordo, gli ecosistemi di quel periodo (per quanto è dato conoscerli oggi) ci forniscono ancora gli unici modelli di sostenibilità per l'agricoltura, per la silvicoltura e per la pesca. Gli attuali gravi problemi in tutte tre queste attività industrializzate ci mostrano gli effetti del deterioramento dell'integrità ; in particolare, perdita di produttività e di richiamo estetico parallelamente al progressivo scombussolamento delle funzioni vitali degli ecosistemi.
La creatività evolutiva e la produttività continuativa della Terra e dei suoi ecosistemi regionali richiedono la continuità delle loro strutture di base e dei processi ecologici. Questa integrità interna dipende dalla conservazione delle comunità con le loro innumerevoli forme di cooperazione evolutiva e di interdipendenza. L'integrità dipende da intricate catene alimentari e dai flussi di energia, da terreni non degradati dall'erosione e dai cicli di elementi essenziali come l'azoto, il potassio, il fosforo. Inoltre, le composizioni naturali dell'aria, dei sedimenti e dell'acqua sono essenziali per i processi e le funzioni della Natura. L'inquinamento di questi tre elementi, insieme con l'estrazione e lo sfruttamento di costituenti organici ed inorganici, indebolisce l'integrità degli ecosistemi e il funzionamento normale dell'Ecosfera, che è la fonte della Vita in evoluzione.
3 - La Visione del mondo centrata sulla Terra è confermata dalla Storia Naturale.
7 - Difendere e Preservare il Potenziale Creativo della Terra.
I poteri creativi dell'Ecosfera si esprimono attraverso i suoi resilienti ecosistemi geografici. Perciò, come priorità principale, la filosofia ecocentrica richiede la conservazione e il ripristino degli ecosistemi naturali e delle loro specie componenti. A parte la remota possibilità di collisioni con comete e asteroidi, in grado di quasi distruggere il pianeta, l'inventiva evolutiva della Terra continuerà per milioni di anni: viene impedita soltanto dove gli umani hanno distrutto interi ecosistemi sterminando specie o avvelenando sedimenti, acqua ed aria. Le continuate e pericolose estinzioni tolgono fili dalla trama della vita, diminuendo la bellezza della Terra e la possibilità che emergano in futuro ecosistemi unici con organismi correlati, forse di sensibilità e intelligenza più grandi di quelle umane
«La prima regola del racconciare è salvare tutti i pezzi.» (Aldo Leopold - Almanacco di un mondo semplice). Le azioni che mettono in pericolo la stabilità e la buona salute dell'Ecosfera e dei suoi ecosistemi devono essere identificate e condannate pubblicamente. Fra le più distruttive delle attività umane vi sono il militarismo e le sue spese enormi, l'estrazione di materiali tossici, la produzione di veleni biologici in tutte le forme, il modo industriale di condurre l'agricoltura, la pesca e lo sfruttamento delle foreste. Se non vengono arrestate, tali tecnologie letali, giustificate come necessarie per proteggere specifiche popolazioni umane ma che in realtà servono al profitto di grosse compagnie commerciali e a soddisfare desideri umani di possesso piuttosto che bisogni, porteranno a disastri ecologici e sociali sempre più grandi.
8 - Ridurre la Dimensione della Popolazione Umana.
Una causa primaria della distruzione di ecosistemi e dell'estinzione di specie è l'esplosione della popolazione umana che già oggi supera largamente ogni livello ecologicamente sostenibile. La popolazione mondiale totale, oggi di 6.5 miliardi, sale vertiginosamente e inesorabilmente di 75 milioni di unità all'anno. Ogni umano in più è un "consumatore" ecologico su un pianeta le cui capacità di mantenere tutte le sue creature è quantitativamente limitata. In tutti gli angoli della Terra la pressione numerica umana continua a minare l'integrità e la capacità di generazione degli ecosistemi terrestri, marini e di acqua dolce. La nostra monocultura umana sta sovrastando e distruggendo le policulture della Natura. Nazione per nazione, è necessario diminuire la popolazione umana riducendo il numero di concepimenti.
L'etica ecocentrica che dà valore alla Terra e ai suoi sistemi in evoluzione, al di sopra delle specie, condanna l'accettazione sociale di una fecondità umana illimitata. L'attuale esigenza di ridurre il numero di umani è maggiore nei Paesi ricchi dove è più grande l'uso pro capite dell'energia e delle risorse della Terra. Un obiettivo ragionevole è la riduzione ai livelli di popolazione esistenti prima della diffusione dell'impiego dei combustibili fossili; cioè a un miliardo di unità o meno. Questo accadrà o con l'attuazione di politiche intelligenti o inevitabilmente con epidemie, fame, guerre.
9 - Ridurre il Consumo Umano di Parti della Terra.
La minaccia principale alla diversità , alla bellezza e alla stabilità dell'Ecosfera è la sempre crescente appropriazione dei beni del pianeta per usi esclusivamente umani. Tale appropriazione ed uso eccessivo, spesso giustificati dall'aumento della popolazione, rubano i mezzi di sostentamento agli altri organismi. La visione omocentrica ed egocentrica che dà agli umani un diritto su tutti i componenti dell'ecosistema - aria, terra, acqua, organismi - è moralmente condannabile. A differenza delle piante, noi umani siamo "eterotrofi" (mangiatori di altri) e dobbiamo uccidere per alimentarci, vestirci e coprirci, ma questo non ci dà licenza di rapinare e sterminare. Il consumo accelerato di parti vitali della Terra è una ricetta sicura per la distruzione dell'ecodiversità e della biodiversità . Le nazioni ricche armate di potente tecnologia sono la causa principale dei guai: esse sarebbero in grado di ridurre i consumi e condividere i beni con le nazioni il cui livello di vita è il più basso. Comunque, nessuna nazione è innocente.
Bisogna rinunciare all'ideologia mercantile della crescita perpetua, come pure alle perverse politiche industriali ed economiche basate su di essa. La tesi dei Limiti dello Sviluppo è da seguire. Un passo razionale verso la fine dell'espansione economica di sfruttamento è la soppressione dei sussidi pubblici a quelle industrie che inquinano l'acqua, la terra o l'aria e/o distruggono organismi e suoli. Una filosofia di simbiosi, di vita in modo conforme alla posizione di membro delle comunità della Terra, assicurerà il ripristino di ecosistemi capaci di produzione evolutiva. Per le economie sostenibili, le linee-guida sono qualitative, non quantitative. «Conserva la salute, la bellezza e la stabilità di terra, acqua ed aria, e la produttività ne sarà la naturale conseguenza.» (E.F. Schumacher - Piccolo è bello).
10 - Promuovere un Modo di Governare Ecocentrico.
Le concezioni omocentriche di governo che incoraggiano il super-sfruttamento e la distruzione degli ecosistemi della Terra devono essere sostituite da quelle che privilegiano la sopravvivenza e l'integrità dell'Ecosfera e dei suoi componenti. È necessario che ci siano validi difensori delle strutture vitali e delle funzioni dell'Ecosfera nelle posizioni di membri influenti delle strutture di governo. Questi "ecopolitici", dotati di buone conoscenze sui processi della Terra e sull'ecologia umana, daranno voce a chi non ne ha. Negli attuali centri di potere, "chi parla per il lupo?" e "chi parla per la foresta pluviale temperata?". Queste domande hanno un significato ben più che metaforico; esse rivelano la necessità di salvaguardare legalmente le molte componenti essenziali non-umane dell'Ecosfera.
È necessario promulgare un corpo di leggi ambientali che conferisca valore legale alle strutture e alle funzioni vitali dell'Ecosfera. Nazione per nazione, devono essere elette o nominate nelle strutture governative persone ecologicamente responsabili. Opportuni avvocati-custodi saranno i difensori degli ecosistemi e dei loro processi fondamentali quando sono minacciati. Le questioni saranno esaminate sulla base della conservazione dell'integrità degli ecosistemi, non del perseguire un guadagno economico. Al trascorrere del tempo, come conseguenze pratiche della filosofia ecocentrica, si evidenzieranno nuove visioni e dottrine nella legge, nella politicae nell'amministrazione, e avranno come conseguenza modi di governare ecocentrici. L'implementazione avverrà necessariamente con lentezza passo dopo passo sul lungo termine, via via che la gente proverà le modalità pratiche per rappresentarsi e assicurare il benessere delle parti non-umane essenziali della Terra e dei suoi ecosistemi.
Qualche base storica
Questo Manifesto fornisce uno schema unificante per quel pensiero etico/ambientale precedente che, sebbene principalmente biocentrico, mostra tendenze ecocentriche.
Tre esempi:
a) La Piattaforma dell'Ecologia Profonda www.deepecology.org/platform.htm sviluppata nel 1984 (e leggermente rivista nel 2000) di Arne Naess e George Sessions.
Sebbene i suoi primi quattro Princìpi indichino un modo di pensare biocentrico piuttosto che ecocentrico, il Movimento dell'Ecologia Profonda ha portato argomenti in favore della creatività di tutta la Natura considerando gli organismi e gli ecosistemi naturali molto più importanti di quanto non appaiano come semplici fornitori di risorse per l'umanità .
b) La Carta Mondiale per la Natura delle Nazioni Unite www.oceanlaw.net/texts/wcharter.htm scritta nel 1982. Sebbene abbia un buon inizio, evidenziando che la vita dipende dal funzionamento ininterrotto dei sistemi naturali, continua poi enfatizzando l'utilità per l'uomo come la ragione principale per avere cura della Terra.
c) La Carta della Terra www.earthcharter.org pubblicata nel marzo del 2000, è una lodevole esposizione sull'ambiente. I primi due Princìpi - "Rispetto e Attenzione per la Comunità della Vita" e "L'Integrità Ecologica" - sono situati in maggiore evidenza rispetto agli scopi esplicitamente umanistici. Nella Carta il mantenimento della biodiversità e il ricupero delle specie minacciate vengono collegati alla protezione della Terra e dei suoi ecosistemi. In questo Manifesto enfatizziamo al di sopra di tutto i valori primari della Terra.
11 - Diffondere il Messaggio.
Coloro che sono d'accordo con i princìpi elencati hanno il dovere di diffonderli attraverso l'istruzione e la guida. Il compito iniziale più urgente è far prendere coscienza a tutti della loro dipendenza funzionale dagli ecosistemi della Terra, così come dei loro legami con tutte le altre specie. Ne consegue uno slittamento di importanza dall'omocentrismo all'ecocentrismo, e questo porta ad un regolatore etico esterno per le azioni umane. Tale spostamento ci segnala cosa dobbiamo fare per conservare il potenziale evolutivo ininterrottodi un'Ecosfera meravigliosa. Questo rivela la necessità di partecipare alle attività della saggia comunità della Terra, dove ciascuno gioca un suo ruolo personale nel sostenere la splendida realtà che lo circonda.
Questo Manifesto Ecocentrico non è anti-umano, tuttavia respinge l'omocentrismo sciovinistico. Promuovendo la ricerca di valori permanenti - una cultura di condiscendenza e simbiosi con questo unico Pianeta Vivente - fa sviluppare una visione unificante. La prospettiva opposta, che guarda verso l'interno senza la comprensione dell'esterno, è sempre un pericolo, come dimostrano chiaramente le religioni, le sette e le ideologie umanistiche, in continuo conflitto fra loro. La diffusione del messaggio ecologico, che pone l'enfasi sulla realtà esterna condivisa dall'umanità , apre una via nuova e promettente verso la comprensione internazionale, la cooperazione, la stabilità e la pace.